Si è tenuta il 28 aprile l’assemblea ordinaria dei soci del Centro di Aiuto alla Vita di Cassano d’Adda: un momento importante per fare memoria dell’attività svolta nel triennio 2022–2024, approvare il bilancio e rinnovare il Consiglio Direttivo. Alla vigilia dell’assemblea, abbiamo chiesto alla presidente uscente, Ernestina Guaitani, di raccontarci il senso di questo passaggio e il valore del cammino condiviso.

Tre anni intensi sono giunti al termine. Con quale spirito guarda a questo percorso?
Con gratitudine. È stato un triennio impegnativo, a volte faticoso, ma anche molto fecondo. Le difficoltà non sono mancate, dalla riorganizzazione logistica dopo la perdita del nostro deposito storico, fino alla complessità crescente della normativa del Terzo Settore. Ma proprio queste sfide ci hanno portati a cercare nuove strade, ad aprirci a collaborazioni, a migliorarci. E soprattutto a riscoprire, ancora una volta, che insieme si può.
Cosa emerge dal bilancio sociale del 2024?
Numeri che parlano di presenza e continuità: 76 mamme incontrate, 30 neonati accolti, aiuti per 87 bambini, 128 progetti d’aiuto realizzati. Ma anche una flessione rispetto agli anni precedenti, dovuta a fattori più ampi, come la denatalità o le difficoltà di spostamento per chi vive fuori città. Tuttavia, il valore del nostro operato non si misura solo nei numeri: si misura nella qualità dell’ascolto, nella fiducia costruita, nella capacità di esserci, davvero, per chi ha bisogno.
Il bilancio economico è stato approvato all’unanimità. Qual è la fotografia che ne emerge?
Una gestione attenta e sobria. Abbiamo chiuso il 2024 con un avanzo di oltre 9.000 euro, grazie anche ad alcune entrate straordinarie e al contenimento di alcune spese. Ci ha aiutato la collaborazione con volontari esterni, alcune entrate straordinarie e forniture a costo ridotto. È la dimostrazione di quanto una gestione condivisa e responsabile, unita all’impegno di tanti, possa portare buoni frutti.
Ma ci tengo a sottolinearlo: questo non ha mai significato ridurre l’aiuto alle mamme e ai bambini. Al contrario, in alcuni casi abbiamo potenziato i progetti, ampliato i servizi, curato ancora di più la qualità dell’accoglienza. La nostra è un’associazione di volontariato, non un’azienda: il risparmio non è mai fine a sé stesso, ma uno strumento per essere più presenti, più generosi, più efficaci nel nostro servizio.
Nel vostro servizio alle donne in attesa o che hanno appena avuto un bambino, l’accoglienza ha un ruolo importante. Come vi siete mossi su questo fronte?
Abbiamo cercato di migliorare l’accessibilità per le mamme straniere: con un opuscolo informativo multilingue e primi colloqui in lingua, strumenti che ci aiutano a comprendere ancora meglio i bisogni di chi arriva da lontano. La complessità delle situazioni è aumentata, ma aumenta anche il nostro desiderio di rispondere con umanità e concretezza.
Cosa augura al nuovo Consiglio?
Di proseguire con fiducia e apertura. Il rinnovo del gruppo dirigente è un’occasione per accogliere nuovi sguardi e nuove energie. Non servono professionisti della solidarietà, ma persone disponibili a donare un po’ del proprio tempo, con cuore e convinzione.
E ora, quali prospettive?
Il nostro CAV compie 25 anni: un traguardo importante, che vogliamo celebrare nel modo giusto. Alcune iniziative sono in preparazione, ma le comunicheremo più avanti, quando saranno definite. Intanto, il nostro impegno continua, con lo stile di sempre: presenza silenziosa, ascolto attento, solidarietà concreta.
Un ricordo speciale?
L’8 marzo avrebbe dovuto essere l’occasione per incontrare Papa Francesco, insieme agli altri Centri di Aiuto alla Vita. Le sue condizioni di salute non lo hanno permesso, ma il programma previsto a Roma si è svolto comunque, lasciandoci un ricordo intenso e partecipato. Durante la cerimonia in San Pietro, il cardinale Parolin ha letto il messaggio che il Papa aveva preparato per l’occasione: «Ogni gesto di sostegno lascia un segno indelebile nella vita di chi ne ha bisogno», dice il Papa. Parole che ci hanno profondamente colpiti e che oggi, dopo la sua recente scomparsa, risuonano con ancora maggiore forza.

Un ultimo pensiero?
Mi piace concludere tornando a un passaggio particolarmente vibrante del messaggio del Papa, di cui ho parlato poco fa: «Continuate a scommettere sulle donne, sulla loro capacità di accoglienza, di generosità e di coraggio. Le donne devono poter contare sul sostegno dell’intera comunità civile ed ecclesiale, e i Centri di Aiuto alla Vita possono diventare un punto di riferimento per tutti.»
Un richiamo forte, che ci sprona e ci incoraggia a proseguire il cammino con fiducia, sensibilità e passione. Insieme, per sostenere la Vita.
Durante il lockdown abbiamo continuato a raccogliere richieste d’aiuto e far pervenire aiuti materiali alle mamme sole ed alle famiglie in difficoltà. Ora ci stiamo organizzando per tornare “alla normalità”. Igienizzazione dei locali, divisori in plexiglas, mascherine, guanti, liquido igienizzante, termometro digitale, siamo quasi pronti. Da fine giugno torneremo ad accogliere le mamme nei nostri locali. Purtroppo ad un aumento dei costi, dovuti sia agli aiuti distribuiti ma anche alle misure anti-contagio adottate, ha fatto riscontro una drastica diminuzione delle donazioni. Per questo chiediamo il tuo aiuto. Dona il tuo 5×1000 al Centro di Aiuto alla Vita di Cassano e sostieni i nostri progetti a favore delle donne in gravidanza e delle mamme con neonati che si trovano in condizioni di forte disagio (economico, sociale, ….). A te non costa nulla, per noi, anzi, per loro è importantissimo.
I bambini sono il nostro futuro. Fai una scelta di vita !