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La Giornata per la Vita, un appuntamento che ci riguarda tutti

Diverse persone non la conoscono ancora, eppure la Giornata per la Vita è un appuntamento che da anni ci richiama a qualcosa di semplice e fondamentale: ogni vita è un dono, fragile e prezioso, che merita cura e attenzione.

Non è una ricorrenza “per addetti ai lavori”, né un tema riservato ai credenti.
È un invito che riguarda tutti: come comunità, come famiglie, come persone.
In questa giornata siamo chiamati a fermarci un momento e a guardare con occhi nuovi, in particolare, chi sta per nascere e chi è appena arrivato.

La vita cresce quando trova ascolto, sostegno, vicinanza.
E ciascuno di noi può contribuire, anche in modo semplice: con un gesto, una parola, una presenza.

È con questo spirito che, domenica 2 febbraio, abbiamo allestito i banchetti di primule in occasione della Giornata per la Vita.

Faceva molto freddo. Alla spicciolata, verso le otto del mattino, i volontari e le volontarie incaricati dei turni accanto alla chiesa di San Zeno sono arrivati. Un saluto veloce, poi subito al lavoro: sistemare i tavoli, disporre le primule, scegliere come far risaltare quei colori accesi che, anche nelle mattine più rigide, sanno parlare di primavera.

All’uscita della Messa le persone hanno cominciato ad arrivare.
C’era chi prendeva una primula, chi due, chi tre o più da portare a casa.
Chi lasciava semplicemente un’offerta e, quasi sottovoce, un ringraziamento.
Un bambino non riusciva a decidere quali colori scegliere per la sua mamma: erano davvero molto belle quest’anno, vivaci, diverse una dall’altra.

Nel corso delle due ore di turno qualcuno è andato al bar per un caffè caldo, altre si sono scambiate qualche battuta. In fondo, anche una risata, una foto, aiuta a riscaldarsi. Intanto, le persone che passavano a quell’ora di domenica davano uno sguardo alle primule e quasi sempre si fermavano, incuriosite.

Sono stati gesti semplici, incontri brevi, parole leggere. Eppure, dentro quella mattinata, c’era un messaggio chiaro e condiviso: la vita è un bene che ci riguarda tutti. Custodirla non è compito di pochi, ma un impegno comune, che passa anche da piccoli segni concreti.

Le primule, con i loro colori, sono state un modo per dirlo senza grandi discorsi. Per ricordare che la vita, soprattutto quando è più fragile, ha bisogno di attenzione, rispetto e vicinanza. E che una comunità cresce proprio così: fermandosi, guardando, scegliendo di esserci.

48° Giornata per la Vita

In occasione della 48ª Giornata Nazionale per la Vita, prevista per domenica 1 febbraio 2026, il CAV sarà presente presso le parrocchie di Cassano con i tradizionali banchetti di coloratissime primule. Potrai trovarci a partire dalla sera di sabato 1 gennaio, in concomitanza con le messe prefestive.

Quando la povertà incontra la maternità: tra difficoltà e speranza

La povertà può avere molti volti: a volte è la mancanza di un reddito stabile, altre volte è la solitudine, la paura di non farcela, l’assenza di una rete familiare.

Diventa ancora più dura quando si intreccia con la maternità: situazioni già precarie si aggravano ed emergono povertà di relazioni e di sostegno.

Ma proprio lì dove la fragilità sembra avere l’ultima parola, può nascere qualcosa di prezioso: una scelta di vita sostenuta e accompagnata.

Al Cav incontriamo donne che affrontano questo passaggio delicato: davanti a una scelta, dentro una fatica.

Cercano ascolto, sostegno e aiuto concreto per affrontare il peso delle difficoltà di ogni giorno.

Ogni mamma porta con sé una storia unica, ma c’è un filo comune: il desiderio di proteggere la vita del proprio figlio, anche quando le condizioni non sono favorevoli.

C’è una mamma che affronta una seconda gravidanza con un nuovo compagno, entrambi senza lavoro e senza la possibilità di contare sul sostegno della famiglia d’origine.

Una donna segnata da relazioni violente trova il coraggio di ripartire da zero con i suoi due figli. Per lei, come per molte madri sole, trovare un lavoro che si concili con la cura di un neonato è un vero rompicapo.

Un’altra, giovane, viene abbandonata dal compagno quando decide di tenere il suo bambino: deve lasciare la casa in cui viveva non potendo più sostenere le spese e rifugiarsi nel bilocale dei genitori, che vivono con una pensione appena sufficiente per loro.

Una coppia straniera, con due figli, ha lasciato il proprio Paese e il lavoro per poter curare in Italia il più piccolo, affetto da una grave patologia che da loro non poteva essere curata. I risparmi si sono esauriti in fretta e il lavoro precario che il padre è riuscito a trovare non basta.

E poi c’è una mamma rimasta vedova dopo la malattia del marito, improvvisamente sola a sostenere i tre figli e a far fronte alle necessità, in una condizione di precarietà impensabile fino a poco tempo prima.

Ritrovarsi in una situazione di bisogno non sempre è il risultato di una lunga crisi: spesso accade all’improvviso, per una perdita, una malattia, una separazione, un licenziamento, e cambia tutto.

Quando la povertà incontra la maternità, la vita quotidiana diventa una corsa a ostacoli.

Per qualcuna le notti, già interrotte dal pianto del figlio appena nato, sono appesantite dai pensieri sull’affitto e sulle bollette da pagare.

Per le madri sole, la strada è ancora più dura.

Secondo gli ultimi dati ISTAT, le famiglie monogenitoriali con figli, nella grande maggioranza dei casi madri sole, sono oggi tra le tipologie più esposte al rischio di vulnerabilità economica ed esclusione sociale.

In occasione della Giornata Mondiale dei Poveri vogliamo quindi ricordare che la povertà non è solo mancanza di risorse: è fatica continua, incertezza, fragilità nei legami e nelle possibilità.

Sostenere una donna o una famiglia non la elimina, ma lascia intravedere un orizzonte diverso. Significa credere nella vita nascente e accompagnare con discrezione la forza silenziosa di chi, ogni giorno, ricomincia.

Una benemerenza che parla di comunità

La nostra associazione riceve la benemerenza civica dal Comune di Cassano d’Adda per 25 anni di sostegno alle mamme e ai bambini in difficoltà

Nella cerimonia di consegna delle benemerenze civiche 2025 tenutasi stamattina in piazza Perrucchetti, il Sindaco di Cassano d’Adda, dott. Fabio Colombo, ci ha consegnato, a nome del Consiglio Comunale, una benemerenza civica che accogliamo con gratitudine.

La motivazione richiama i 25 anni di presenza della nostra associazione a Cassano d’Adda, l’impegno nel sostegno alla maternità attraverso l’incontro, l’accoglienza e l’aiuto concreto alle mamme in difficoltà durante la gravidanza e dopo il parto, e la collaborazione con i servizi e le realtà sociali del territorio.

Per noi questa benemerenza non è solo un riconoscimento: è un segno che il cammino percorso insieme a tante persone ha lasciato una traccia nella comunità. Volontarie e volontari, soci, sostenitori, donatori, parroci: in 25 anni sono stati tanti i volti che ci hanno accompagnato, e a ciascuno va il nostro grazie.

Ma questa benemerenza appartiene anche alle mamme e ai bambini incontrati in questi anni, con le loro storie uniche e preziose, perchè, come ha sottolineato la nostra presidente Ernestina Guaitani, «Ogni bambino nato, ogni mamma sostenuta è, in fondo, il vero dono da condividere con tutti».

La nostra presidente unitamente ad Anna G. e Giulia B. facenti parte del Consiglio Direttivo

Assemblea dei Soci 2025: uno sguardo al cammino fatto e al futuro.

Dare continuità al bene: la voce della presidente uscente

Si è tenuta il 28 aprile l’assemblea ordinaria dei soci del Centro di Aiuto alla Vita di Cassano d’Adda: un momento importante per fare memoria dell’attività svolta nel triennio 2022–2024, approvare il bilancio e rinnovare il Consiglio Direttivo. Alla vigilia dell’assemblea, abbiamo chiesto alla presidente uscente, Ernestina Guaitani, di raccontarci il senso di questo passaggio e il valore del cammino condiviso.

I primi soci iniziano ad arrivare

Tre anni intensi sono giunti al termine. Con quale spirito guarda a questo percorso?

Con gratitudine. È stato un triennio impegnativo, a volte faticoso, ma anche molto fecondo. Le difficoltà non sono mancate, dalla riorganizzazione logistica dopo la perdita del nostro deposito storico, fino alla complessità crescente della normativa del Terzo Settore. Ma proprio queste sfide ci hanno portati a cercare nuove strade, ad aprirci a collaborazioni, a migliorarci. E soprattutto a riscoprire, ancora una volta, che insieme si può.

Cosa emerge dal bilancio sociale del 2024?

Numeri che parlano di presenza e continuità: 76 mamme incontrate, 30 neonati accolti, aiuti per 87 bambini, 128 progetti d’aiuto realizzati. Ma anche una flessione rispetto agli anni precedenti, dovuta a fattori più ampi, come la denatalità o le difficoltà di spostamento per chi vive fuori città. Tuttavia, il valore del nostro operato non si misura solo nei numeri: si misura nella qualità dell’ascolto, nella fiducia costruita, nella capacità di esserci, davvero, per chi ha bisogno.

Il bilancio economico è stato approvato all’unanimità. Qual è la fotografia che ne emerge?

Una gestione attenta e sobria. Abbiamo chiuso il 2024 con un avanzo di oltre 9.000 euro, grazie anche ad alcune entrate straordinarie e al contenimento di alcune spese. Ci ha aiutato la collaborazione con volontari esterni, alcune entrate straordinarie e forniture a costo ridotto. È la dimostrazione di quanto una gestione condivisa e responsabile, unita all’impegno di tanti, possa portare buoni frutti.

Ma ci tengo a sottolinearlo: questo non ha mai significato ridurre l’aiuto alle mamme e ai bambini. Al contrario, in alcuni casi abbiamo potenziato i progetti, ampliato i servizi, curato ancora di più la qualità dell’accoglienza. La nostra è un’associazione di volontariato, non un’azienda: il risparmio non è mai fine a sé stesso, ma uno strumento per essere più presenti, più generosi, più efficaci nel nostro servizio.

Nel vostro servizio alle donne in attesa o che hanno appena avuto un bambino, l’accoglienza ha un ruolo importante. Come vi siete mossi su questo fronte?

Abbiamo cercato di migliorare l’accessibilità per le mamme straniere: con un opuscolo informativo multilingue e primi colloqui in lingua, strumenti che ci aiutano a comprendere ancora meglio i bisogni di chi arriva da lontano. La complessità delle situazioni è aumentata, ma aumenta anche il nostro desiderio di rispondere con umanità e concretezza.

Cosa augura al nuovo Consiglio?

Di proseguire con fiducia e apertura. Il rinnovo del gruppo dirigente è un’occasione per accogliere nuovi sguardi e nuove energie. Non servono professionisti della solidarietà, ma persone disponibili a donare un po’ del proprio tempo, con cuore e convinzione.

E ora, quali prospettive?

Il nostro CAV compie 25 anni: un traguardo importante, che vogliamo celebrare nel modo giusto. Alcune iniziative sono in preparazione, ma le comunicheremo più avanti, quando saranno definite. Intanto, il nostro impegno continua, con lo stile di sempre: presenza silenziosa, ascolto attento, solidarietà concreta.

Un ricordo speciale?

L’8 marzo avrebbe dovuto essere l’occasione per incontrare Papa Francesco, insieme agli altri Centri di Aiuto alla Vita. Le sue condizioni di salute non lo hanno permesso, ma il programma previsto a Roma si è svolto comunque, lasciandoci un ricordo intenso e partecipato. Durante la cerimonia in San Pietro, il cardinale Parolin ha letto il messaggio che il Papa aveva preparato per l’occasione: «Ogni gesto di sostegno lascia un segno indelebile nella vita di chi ne ha bisogno», dice il Papa. Parole che ci hanno profondamente colpiti e che oggi, dopo la sua recente scomparsa, risuonano con ancora maggiore forza.

Un ultimo pensiero?

Mi piace concludere tornando a un passaggio particolarmente vibrante del messaggio del Papa, di cui ho parlato poco fa: «Continuate a scommettere sulle donne, sulla loro capacità di accoglienza, di generosità e di coraggio. Le donne devono poter contare sul sostegno dell’intera comunità civile ed ecclesiale, e i Centri di Aiuto alla Vita possono diventare un punto di riferimento per tutti.»

Un richiamo forte, che ci sprona e ci incoraggia a proseguire il cammino con fiducia, sensibilità e passione. Insieme, per sostenere la Vita.

Mercatino di Natale

Mercatino di Natale: regali fatti con il cuore per una causa speciale

🎄 Il Natale si avvicina! Cosa c’è di meglio di un regalo fatto a mano per celebrare questa ricorrenza? Quest’anno il nostro Mercatino di Natale vi aspetta a Cassano d’Adda, nel corridoio della Biblioteca di via Dante, con tante creazioni uniche e artigianali, realizzate con cura e amore dalle nostre volontarie.

🛍️ Cosa troverete?

  • Addobbi natalizi per decorare la vostra casa.
  • Arredi e idee regalo per rendere speciale ogni angolo di casa.
  • Corredini delicati e preziosi per i più piccoli.
  • ……… e molto altro

Tutto è fatto a mano con passione, per offrirvi prodotti di qualità che portano con sé il calore del Natale e un messaggio di solidarietà.

💞 Perché partecipare?
Il Mercatino di Natale non è solo un’occasione per trovare regali speciali, ma anche un modo per fare del bene. Il ricavato sarà interamente devoluto ai nostri progetti di sostegno per mamme e bambini in difficoltà. Ogni acquisto sarà un gesto concreto di solidarietà che contribuirà a portare un sorriso e un aiuto reale a chi ne ha più bisogno.

📅 Quando e dove?

  • Dove: Corridoio della Biblioteca, Via Dante, Cassano d’Adda
  • Quando: [venerdì 28/11 14:00-18:30 – sabato 29/11 09:00-18:30 – domenica 30/11 09:00-12:00

🌟 Non mancate! Venite a trovarci e condividete con noi la gioia del Natale. Ogni acquisto è un regalo per voi e per tante famiglie che contano sul nostro aiuto.

Insieme, per sostenere la Vita.


2023: l’attività

Giovedì 23 maggio si è tenuta presso l’Oratorio don Bosco l’annuale assemblea dei soci della nostra associazione. L’incontro è stato aperto dalla presidente Ernestina Guaitani, che ha espresso la sua gratitudine verso i soci e le socie per il loro rinnovato impegno e la partecipazione attiva all’assemblea, sottolineandone l’importanza.

«È grazie alla vostra affezionata partecipazione» ha detto Guaitani «che possiamo continuare a fare la differenza per molte famiglie. Se i volontari sono il cuore pulsante della nostra associazione, i soci, con il loro supporto, sono fondamentali per realizzare la nostra missione di aiuto e sostegno alle famiglie in difficoltà

La presidente ha poi illustrato l’attività svolta nell’anno passato, avvalendosi anche di dati statistici significativi:

  • Abbiamo accolto 73 mamme, di cui 18 in gravidanza. Di queste, 26 mamme si sono rivolte a noi per la prima volta, mentre le altre erano già in contatto con noi dagli anni precedenti o sono tornate in seguito a una nuova gravidanza.
  • Abbiamo festeggiato la nascita di 35 bambini.
  • Sono stati effettuati complessivamente 326 colloqui tra primi incontri e monitoraggi.
  • Sono state gestite 134 richieste di accesso al guardaroba e 358 contatti allo sportello.
  • Sono stati forniti aiuti per 88 bambini: per 26 tramite il guardaroba e le attrezzature, per 62 oltre al guardaroba ed alle attrezzature, abbiamo attivato progetti di aiuto come latte, pannolini, prodotti per l’igiene e alimenti per lo svezzamento, secondo i bisogni della famiglia.

In diversi casi le volontarie hanno accolto mamme in situazioni socio-familiari complesse. In questi casi, il raccordo con le strutture sociali del Territorio e con altri enti socio-caritativi è stato cruciale. «Un problema frequente è stato il lavoro povero: molte famiglie monoreddito faticano a raggiungere la fine del mese pur avendo un membro con un lavoro stabile

Nel grafico a lato il numero di figli per famiglia. La maggior parte delle mamme aiutate (24) aveva due figli, 19 addirittura un solo figlio. In pratica, il 60% delle famiglie aveva al massimo due figli. E’ una conseguenza del “lavoro povero”.

L’associazione ha potuto contare sull’impegno di 21 volontari, impegnati in varie attività: dall’accoglienza al centro d’ascolto, alla gestione del guardaroba e del magazzino, alla distribuzione di beni, alla segreteria, all’amministrazione e alle raccolte fondi. «Sono immensamente grata a tutti loro per lo straordinario lavoro svolto, spesso superando contrattempi e difficoltà con pazienza e passione. Purtroppo, molti dei nostri volontari sono “diversamente giovani” e abbiamo bisogno di nuove forze.» Ha commentato la presidente, invitando i presenti a «promuovere il nostro bisogno di nuovi volontari tra le vostre conoscenze

Il ricambio generazionale è essenziale per garantire nel prossimo futuro «la continuità del nostro operato e lo sviluppo di nuove progettualità.»

Tra le attività in rete, è proseguita la partecipazione al progetto Solidarmarket, a cui è stato fornito supporto con due volontari e un contributo economico, e la partecipazione al bando della Fondazione Comunità di Milano con il progetto “Fare la differenza – Percorsi di comunità,” insieme ad ACLI, Gruppi di Volontariato Vincenziano, S’Apre, Dialogica e l’Amministrazione Comunale. Il progetto, approvato lo scorso febbraio, ha iniziato a supportare le prime famiglie.

La relazione si è conclusa con uno sguardo all’anno in corso: «Abbiamo dovuto trovare una nuova sistemazione per il nostro deposito, dato che i locali precedenti non sono più disponibili.» Attualmente, attrezzature e prodotti non alimentari sono ubicati in un magazzino diverso rispetto agli alimenti ed entrambi i siti sono lontani dalla sede, rendendo necessaria una riorganizzazione dell’operatività dei volontari per sopperire alle evidenti difficoltà logistiche.

Le statistiche del 2022

Nel 2022 sono stati gestiti complessivamente 126 progetti di aiuto a beneficio di 61 bambini. Il progetto pannolini è stato il primo tra tutti. Purtroppo, nonostante la diminuzione dell’IVA decisa dal Governo, gli effetti sperati non si sono verificati completamente, poiché in alcuni casi il minore costo previsto è stato quasi completamente annullato dall’aumento del prezzo degli stessi. Al fine di rispondere alle esigenze delle mamme, abbiamo introdotto, a partire dall’anno scorso, l’inclusione di una crema per il cambio e alcuni prodotti per l’igiene dei piccoli. 7 i progetti economici, finalizzati ad uno specifico scopo e 38 quelli alimentari, tra svezzamento ed alimenti per la prima infanzia.

Oltre a questi, abbiamo anche fornito 15 corredini e distribuito indumenti (con 130 accessi al guardaroba) e varie attrezzature.

Gli aiuti sono stati distribuiti dalle nostre volontarie, al termine degli incontri mensili di ascolto e monitoraggio che nel 2022 sono stati complessivamente 342.

Clicca per visualizzare il grafico dei progetti d’aiuto

2022 : Uno sguardo sulle mamme

Sabato 13 maggio nel corso dell’assemblea ordinaria dei soci, la presidente Ernestina Guaitani ha presentato la relazione sull’attività svolta durante il 2022 da cui abbiamo estrapolato alcuni dati statistici.

I nuovi nati sono stati complessivamente 27. Le mamme di 13 neonati sono venute al Cav in gravidanza, 14 dopo il parto.

Il numero di mamme accolte ed aiutate nel 2022 è stato pari a 69 di cui il 44% circa si sono rivolte a noi per la prima volta su indicazione delle Caritas locali o dei servizi sociali, ma soprattutto della rete amicale e parentale.

Il numero di mamme è stato influenzato sia dagli effetti delle misure sociali adottate in seguito al Covid (gli aiuti predisposti dalle istituzioni, il rafforzamento delle associazioni caritative locali) sia dall’emergenza dei profughi ucraini che ha provocato, al di la delle raccolte specifiche, una generica impennata delle donazioni di generi alimentari e non, anche per la fascia 0-2 anni, che si è protratta per diversi mesi e di cui hanno potuto beneficiare diverse famiglie indigenti a cui le associazioni caritative locali hanno distribuito i beni.

Possiamo delineare un profilo delle donne venute al Cav nell’anno passato?

«Si tratta per lo più di donne immigrate» risponde la presidente, «con un tasso di istruzione più alto rispetto al passato. Un diploma, a volte una laurea, non riconosciuti nel nostro Paese. Il loro numero è in calo negli ultimi tre anni a differenza delle mamme italiane il cui numero rimane stabile e che nello scorso anno hanno rappresentato il 20% delle mamme.

I nuclei famigliari sono per la maggior parte costituiti da 1 o 2 figli, alcuni, pochi, sono addirittura al primo figlio.

L’Età delle mamme varia da 17 a 46 anni. La maggior parte ha un’età intorno ai 30 e più, quelle sotto i 29 anni sono solo 19, poco meno di un terzo del totale delle mamme venute al nostro Centro mentre ben 13 superano i 40 anni.»

La motivazione che ha spinto le mamme dalle prime fasi della gravidanza a dopo il parto a rivolgersi a noi è essenzialmente di natura economica, ma spesso è stata anche influenzata da una serie di complesse dinamiche personali, sociali e familiari. Le situazioni variano ampiamente: dalla famiglia d’origine problematica alla violenza domestica, dalla minore età al bullismo, da problemi di salute del neonato alla disabilità di un figlio, dal lavoro precario o mal retribuito alla disoccupazione, dall’abbandono da parte del partner dopo aver comunicato la gravidanza all’essere mamma single ed aver perso il lavoro, tanto per fare qualche esempio.

Inoltre, esistono anche sfide specifiche legate all’immigrazione che hanno influenzato la decisione delle mamme di cercare aiuto. L’immigrazione infatti può aumentare la vulnerabilità di queste donne, aggiungendo ulteriori ostacoli e difficoltà quali l’adattamento a una nuova cultura, la barriera linguistica, la mancanza di supporto familiare e sociale nel nuovo paese e la difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari e sociali.

A tutte le mamme che si sono rivolte a noi abbiamo fornito il nostro supporto impegnandoci ad offrire un ambiente accogliente in cui potessero trovare ascolto ed aiuto concreto durante questa fase importante della loro vita.

Negli ultimi anni l’ISTAT ha sollevato l’allarme sulla voragine demografica, spingendo alla promozione di convegni, seminari e stati generali sulla natalità. Da queste iniziative sono emerse anche interessanti proposte per affrontare il problema ma non sono sufficienti.

«L’attenzione alle donne in gravidanza o neomamme che si trovano nel bisogno è fondamentale per offrire loro il sostegno necessario durante questo periodo cruciale della loro vita.

Per trovare soluzioni efficaci e sostenibili è importante che le Istituzioni considerino le complesse sfaccettature delle loro situazioni ed affrontino le questioni economiche, sociali e familiari che le influenzano. Dovrebbero altresì promuovere il lavoro in rete tra il Terzo Settore e gli altri soggetti sociali e sanitari che operano sui Territori locali. Solo così potremo contribuire a creare una società in cui ogni madre e ogni bambino abbiano la possibilità di affrontare il futuro con sicurezza e speranza

Consiglio Direttivo 2022-2024

Nel corso dell’Assemblea Soci che si è tenuta sabato 9 aprile, si è proceduto al rinnovo del Consiglio Direttivo. I neoconsiglieri nello stesso giorno si sono riuniti per eleggere il Presidente e le altre cariche previste dallo Statuto.

  • Presidente Ernestina Guaitani
  • Vice-presidente Carla Cassinotti
  • Tesoriere Pierluigi Amati
  • Segretaria Giulia Brambullo

Completa la squadra, la consigliera Raffaella Vischioni

I neoeletti consiglieri con l’ex-presidente Maristella Cremonesi che non si è ricandidata